Culto Abusante - Emilio Morelli Official Page - Illusione di Geova, Piccolino orco Geova

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I testimoni di Geova sono un culto abusante o una psicosetta?
Psicosetta: qualunque gruppo che usi il controllo mentale e tecniche di reclutamento ingannevoli.

I culti abusanti o psicosette usano l’inganno e false speranze o promesse per reclutare le persone nel gruppo e le costringono a rimanere con coercizione o con punizioni. Le psicosette hanno bisogno di reclutare e di agire usando l'inganno. Perché? Perché se la gente sapesse in anticipo le sue vere pratiche e le sue credenze, non aderirebbe. Una psicosetta deve nascondervi la verità fino a quando non ritenga che siate pronti ad accettarla. Vi diranno quanto sarete felici nel loro gruppo (e tutti gli adepti sembreranno sempre molto felici ed entusiasti, soprattutto perché è stato detto loro di apparire così e avranno problemi se non lo faranno). Ma non vi diranno com'è realmente la vita nel gruppo, né ciò in cui credono veramente. Queste cose vi saranno introdotte lentamente, una per volta, così non noterete il cambiamento graduale, finché alla fine vi ritroverete a praticare e a credere cose che all'inizio vi avrebbero fatto scappare molto lontano.


Come si riconosce un culto abusante? Di seguito troverete informazioni utili per individuarli:
  • la leadership, molto spesso rappresentata da un leader carismatico, un capo, con forte ascendenza sugli adepti;
  • il sistema valoriale ed ideologico che si traduce in pratiche e norme che regolano la vita all'interno del gruppo;
  • il controllo sociale che può essere più o meno intenso, e che in alcuni casi dà vita a tribunali interni in grado di emettere sentenze e punire i trasgressori;
  • la richiesta di un impegno totale dell'adepto e del suo lavoro volontario e gratuito;
  • la difficoltà di vivere un rapporto familiare sereno per chi è all'interno di un'aggregazione settaria;
  • la difficoltà per il familiare esterno di vivere una normale relazione affettiva con il suo congiunto all'interno del raggruppamento;
  • la imposizione di recidere i legami con il passato e soprattutto con la famiglia d'origine.


Le psicosette e il controllo mentale:
Controllo del comportamento. Il controllo del comportamento è ciò che regola la realtà fisica di un individuo. Include il controllo del contesto in cui si trova, vale a dire dove abita, quali vestiti indossa, che cibo mangia, quanto dorme, come pure il suo lavoro, le abitudini e le altre attività comprese le persone da frequentare e con cui avere legami di amicizia e sentimentali. L'individualismo è disincentivato. La struttura del comando è autoritaria: il processo decisionale parte dal capo e, passando per i luogotenenti, arriva ai diretti inferiori fino ai ranghi più bassi. In un ambiente così strutturato, tutti i comportamenti possono essere premiati o puniti.

Controllo del pensiero. Il controllo del pensiero, la seconda importante componente del controllo mentale, prevede l'indottrinamento dei membri in maniera così pervasiva da far loro interiorizzare la dottrina del gruppo. Per diventare un buon seguace una persona deve prima imparare a manipolare i propri processi mentali. Tutto ciò che è buono si incarna nel leader e nel suo gruppo. Tutto ciò che è cattivo è nel mondo esterno. I gruppi più totalitari dichiarano che la loro dottrina è stata trasmessa da Dio stesso oppure che è stata scientificamente dimostrata. La dottrina sostiene di poter esaudire tutte le domande, di rispondere a tutti i problemi e a tutte le situazioni. Un altro aspetto chiave del controllo del pensiero prevede l'addestramento specifico dei soggetti a bloccare e respingere qualsivoglia informazione critica nei confronti del gruppo. I basilari meccanismi di difesa di una persona vengono confusi a tal punto da farla arrivare a difendere l'identità acquisita nel culto a scapito dell'identità originaria, che soccomberà nello scontro. Se un'informazione trasmessa al membro di un culto viene percepita come attacco al capo, alla dottrina o al gruppo stesso, per tutta risposta viene immediatamente eretto un muro di ostilità.

Controllo delle emozioni. Il controllo delle emozioni, la terza componente del controllo mentale, mira a manipolare e limitare la sfera dei sentimenti. Sensi di colpa e paura sono gli strumenti impiegati per tenere le persone sotto controllo. Il senso di colpa è forse l'unica e più importante leva emozionale capace di indurre conformismo e accondiscendenza. La maggior parte degli affiliati non è affatto consapevole che i sensi di colpa e le paure vengono usati al fine di controllarli: sono stati condizionati a colpevolizzare sempre e soltanto se stessi, quindi rispondono con gratitudine ogni qual volta si fa loro notare una “mancanza”. La paura mira a tenere unito il gruppo: un modo è la creazione di un nemico esterno che ti perseguita [Satana, gruppi religiosi, politici ecc.]. Molti gruppi esercitano un controllo completo sulle relazioni interpersonali. I capi dicono ai membri chi devono frequentare e chi evitare. Alcuni leader di setta arrivano a indicare ai propri affiliati chi possono sposare e chi no. La confessione di peccati commessi nel passato o di comportamenti errati è anch'esso un potente mezzo per il controllo delle emozioni. Ma la tecnica più potente per il controllo emozionale è l'induzione di fobie. Si tratta, in sostanza, di indurre una reazione di paura alla sola idea di abbandonare il gruppo. È impossibile per un seguace ben indottrinato sentirsi al sicuro fuori dal gruppo. Se un gruppo riesce ad avere pieno controllo sulle emozioni di una persona, riuscirà a controllarne anche pensieri e azioni.

Controllo dell'informazione. Il controllo dell'informazione è l'ultima componente del controllo mentale. L'informazione è il carburante che usiamo per il buon funzionamento della nostra mente. Se a una persona viene negata l'informazione necessaria a formulare giudizi fondati, non sarà più in grado di formarsi opinioni proprie. Le persone rimangono intrappolate nelle sette non solo perché viene loro negato l'accesso a informazioni di carattere critico, ma anche perché vengono a mancare quegli appropriati meccanismi interni che servono a elaborarle. Tale controllo dell'informazione ha un impatto drammatico e devastante. In molte sette le persone hanno un accesso limitato ai mezzi d'informazione (libri, giornali, riviste, televisione, radio o internet) che non siano di pertinenza del gruppo. Ciò si ottiene anche impegnando i membri al punto da non avere tempo da dedicare ad altro. Il controllo dell'informazione avviene a tutti i livelli relazionali. Non sono permesse conversazioni critiche nei confronti dei capi e dell'organizzazione. I seguaci devono spiarsi a vicenda e riportare immediatamente ai leader attività improprie e critiche. Ai nuovi adepti non è consentito comunicare tra loro, se non alla presenza di un membro anziano. E, cosa più importante, viene proibito loro di avere contatti con chi è critico nei confronti della setta. Comportamento e pensiero, emozioni e informazioni, ogni forma di controllo ha grande potere sulla mente umana. Insieme formano una rete totalizzante che può manipolare anche le persone più forti. Di fatto, sono proprio gli individui più forti a trasformarsi in membri più devoti e coinvolti. Nessun gruppo mette in atto tutte queste tecniche insieme, ma senz'altro sono le pratiche più diffuse nell'ambito di ciascuna componente del controllo mentale, poiché esistono anche altri metodi in uso in certe sette.

Nei culti abusanti o psicosette con controllo mentale qualunque informazione esterna alla setta è considerata negativa, specialmente se si oppone alla setta stessa. Ai membri viene detto di non leggerla e di non credervi. Solo le informazioni fornite dalla psicosetta sono vere. Una psicosetta bolla l'informazione contraria come "persecuzione”; “vomito”; "pornografia spirituale";  "letteratura apostata" e vi espellerà dal gruppo se vi troverà in suo possesso. Le sette addestrano i loro membri a distruggere all'istante ogni informazione critica nei loro confronti, e a non indugiare neanche un attimo sull'idea che l'informazione possa essere vera. Pertanto i gruppi che vietano di leggere informazioni contrarie sono inequivocabilmente psicosette. Perché? Il buon senso ci dice che una persona che non tenga conto di tutte le informazioni può prendere una decisione non equilibrata. Filtrare le informazioni disponibili o tentare di screditarle non sulla base della loro veridicità, ma piuttosto sulla base di come si allineino alle posizioni di parte, è un metodo di controllo comunemente usato nel corso della storia.


Esclusivismo
Una normale organizzazione religiosa non avrebbe alcun problema se voi passaste ad un'altra organizzazione simile, purché nell'ambito della stessa religione. Perché è il sistema di credenze che conta, non l'affiliazione ad un'organizzazione. Per esempio, se tu fossi Cristiano/a, potresti passare da una Chiesa all'altra e, tuttavia, continuare ad essere Cristiano/a. Invece, i leader delle psicosette vi diranno che potete "salvarvi" (o avere successo) solo nella loro organizzazione. Nessun'altra organizzazione possiede la verità, tutti gli altri sono fuori strada, malvagi o addirittura nella mani del demonio. Così non è solo il sistema di credenze che decide il vostro futuro, ma è il sistema di credenze unitamente alla vostra affiliazione a quel particolare gruppo. I leader della psicosetta devono farvi credere che non c'è altro luogo dove poter andare ed essere salvati, e che se mai doveste lasciare l'unica vera chiesa, andreste all'inferno o alla distruzione eterna. Questo è un meccanismo di controllo basato sulla paura, mirante a trattenervi nella setta. Conferisce, inoltre, ai leader un tremendo potere su di voi. Se davvero credete che lasciare il gruppo equivalga a lasciare Dio, la salvezza (o significhi che state abbandonando la vostra unica opportunità di riuscire bene nella vita), allora obbedirete ai leader della setta anche quando sarete in disaccordo con loro, piuttosto che rischiare di essere cacciati via dal gruppo. L'esclusivismo è usato come minaccia, controlla il vostro comportamento attraverso la paura.


Paura e intimidazione
I leader sono temuti perché essere in disaccordo con loro equivale ad essere in disaccordo con Dio. Essi sostengono di avere l'autorità, discendente direttamente da Dio, di controllare quasi tutti gli aspetti della vostra vita. Mettere in dubbio i leader il programma o la dottrina sarà interpretato come segnale di ribellione, apostasia e stupidità (gli adepti non si sentono mai all'altezza degli ideali della setta, e tuttavia spesso credono che gli altri membri intorno a loro lo siano, quando in realtà gli altri si sentono esattamente come loro).


Senso di colpa, attacco alla persona
Il senso di colpa sarà usato per controllarvi. Forse la ragione per cui non riuscite ad impegnarvi nelle attività e nei programmi lavorativi o religiosi del gruppo come vi è richiesto è perché non siete in linea "con il programma" o con l’insegnamento della setta. Non riuscite a convertire nuove reclute perché che "il vostro cuore è gonfio d'orgoglio e di peccato" oppure avete dei dubbi, non sieta abbastanza devoti e fedeli, non state seguendo le regole. Non può mai essere che quel “programma” o l’attività di proselitismo non stia funzionando, o che quelle nuove reclute abbiano valide ragioni per non affiliarsi. È sempre colpa vostra, avete sempre torto, e quindi dovete essere umili e accettare la direttiva oppure dovete impegnarvi di più! Inoltre vi faranno sentire molto in colpa per aver eventualmente disobbedito alle regole, scritte o non, della setta.

L'attacco alla persona è usato per indurre in voi il senso di colpa. Esso è un tipo di falso ragionamento usato da chi - persone o gruppi - non ha veri argomenti. Il termine tecnico indica: "Falsità usata contro l'individuo". Ecco come funziona, immaginate una conversazione tra due uomini, Antonio e Giovanni:

  "La generazione del 1914 vedrà la fine del mondo", dice Antonio.
  "No, non credo. La Bibbia dice che nessuno sa quando verrà la fine del mondo", risponde Giovanni.
  "Comprendo le tue ragioni, ma devi capire che la profezia biblica indica proprio che questa e la generazione che ha visto gli ultimi giorni e vedrà la fine!" afferma Antonio con tono trionfante.

OK, Antonio ha torto, ma non è questo il punto. Il punto è che Antonio ha tentato di rispondere al ragionamento di Giovanni con un altro ragionamento, il suo. Questo è il modo corretto con cui le persone e i gruppi discutono gli argomenti.

Ora vediamo che cosa sarebbe successo se Antonio avesse usato l'attacco alla persona:

  "Giovanni, io sono un anziano da molto tempo. Stai forse mettendo in dubbio l’insegnamento dello “schiavo fedele e discreto”? Stai mettendo in dubbio la parola di Geova? Sei evidentemente una persona molto piena di sé e superba. Penso che tu sia in disaccordo con me e l’organizzazione per gelosia e perché sei in contatto con gli apostati e, ad essere sincero, Giovanni, la tua ribellione ha offeso me e anche i confratelli", dice Antonio tenendo il viso molto vicino a quello di Giovanni, con fare intimidatorio.

Come vedete, Antonio non ha risposto al ragionamento di Giovanni, ne ha invece attaccato la persona.
Se non siete consapevoli di come funzioni questo attacco, allora esso diventa uno strumento potente per esercitare controllo su di voi. I gruppi dove si pratica l’attacco alla persona sono inequivocabilmente psicosette.


La riforma del pensiero secondo Singer
Negli Anni '50, la psicologa del Walter Reed Army Hospital, Margaret Singer, ha studiato gli effetti del controllo mentale settario. Singer ha riassunto cinquant'anni del suo lavoro nel libro Cults in Our Midst, in cui spiega le sei condizioni per ottenere la riforma del pensiero:

  • acquisire il controllo sul tempo personale individuale, in particolare quello dedicato alla riflessione e all'ambiente fisico;
  • creare senso di impotenza, paura e dipendenza, fornendo contemporaneamente modelli del
  • comportamento che la leadership vuole produrre;
  • premi, punizioni ed esperienze al fine di sopprimere precedenti comportamenti e atteggiamenti sociali, compreso l'utilizzo di stati alterati di coscienza;
  • manipolazione di premi, punizioni ed esperienze per provocare comportamenti e atteggiamenti voluti dalla leadership.
  • creazione di un sistema controllato, in cui chi dissente viene fatto sentire come se i suoi interrogativi indicassero che esiste qualcosa di intrinsecamente sbagliato in lui.
  • mantenere i membri inconsapevoli e non informati sul fatto che esiste un piano per controllarli e modificarli.

Secondo la dottoressa Singer, l'individuo crede di prendere decisioni autonome quando in realtà è socialmente influenzato a disinserire la mente critica e la capacità di prendere decisioni indipendenti. Nel giro di breve tempo le reclute immerse nel nuovo ambiente iniziano a pensare in modo diverso senza rendersene conto. Le sette giocano su normali sentimenti di ambivalenza, cosa facile con i giovani che hanno meno esperienza di vita. Ad esempio, è quasi impossibile che adolescenti e giovani adulti non abbiano sentimenti contrastanti nei confronti dei genitori. Anche la madre o il padre più amati hanno avuto scontri con i figli che lasciano ricordi di rabbia o delusione, e la maggioranza dei genitori ha almeno qualche abitudine o peculiarità irritante. Molte sette si preoccupano di battere su questi sentimenti irrisolti e li sfruttano per legare i membri al gruppo. Oltre ad essere indotti a condannare famiglia e relazioni personali, vengono portati a credere che essi stessi erano "persone cattive" prima di entrare nel gruppo.

"Love bombing"
Il "bombardamento d'amore" è una delle tecniche di manipolazione mentale più usata, che ha gli effetti più duraturi. La fase iniziale è caratterizzata da lusinghe, seduzione, contatti corporei non sessuali ma carichi di affetto (baci, carezze, abbracci, mano nella mano) e molta attenzione verso qualsiasi necessità del nuovo arrivato. Il neofita viene circondato d'amore dal leader e dagli aderenti alla setta, che lo mettono al centro delle loro attenzioni. Lo scopo è creare l'ambiente di una famiglia. In una seconda fase, una o due persone già ben inserite nel gruppo, che seguono le indicazioni del leader, si dedicano esclusivamente a lui ("Sistema del compagno") insegnandogli la dottrina o le regole del gruppo. Ben presto il neofita inizierà ad imitare il comportamento e il linguaggio del gruppo, per sentirsi accettato e farne parte.


Altre tecniche di reclutamento usate dalle psicosette:
Isolamento. La persona viene separata dalla sua famiglia e dagli amici, impedendo oppure ostacolando ogni forma di contatto con persone esterne, rendendo accessibile un'unica realtà, quella del gruppo. La setta stessa diventa la nuova famiglia. Si cerca di far convivere nel medesimo luogo gli appartenenti al gruppo. Le sette controllano inoltre il flusso informativo dei membri. Possono controllare la corrispondenza, le telefonate, letture non autorizzate, visite di esterni o verso l'esterno. In alcune sette i telefoni sono rotti; in altre l'uso viene limitato. Rafforzano inoltre la suggestione che il mondo convenzionale deve essere evitato e che è meglio rimanere nel mondo buono e protettivo del gruppo.

Spiare gli adepti. Si incoraggia a spiare gli altri membri della setta. Gli adepti vengono affiancati o accompagnati sempre da qualcuno che li possa controllare. Ogni violazione delle regole del gruppo, ogni critica o dubbio è riferita al leader, che in tal modo acquisisce il controllo del gruppo grazie ai membri stessi.

Ripetitività. Con la scusa di favorire la meditazione si induce il neofita a ripetere ossessivamente le stesse parole, cantare le stesse strofe o svolgere di continuo un'attività. In questo modo si induce artificialmente uno stato di alta suggestionabilità.

Regole inflessibili. Induzione a regressione e disorientamento sollecitando l'accordo su regole apparentemente semplici che scandiscono le pause-pasto, pause gabinetto e l'uso di medicine.

Mantenere l'obbedienza al gruppo. Disciplina più o meno rigida, controlli e punizioni ai trasgressori.

Privazione del senso del tempo. Distruggere la capacità di valutare notizie, informazioni, reazioni personali e funzioni fisiche in relazione al passare del tempo, rimovendo gli orologi personali e quelli da muro. In alcuni casi l’attesa spasmodica di un evento catastrofico per l’umanità e di salvezza per il gruppo tende a distorcere la comprensione del tempo e degli eventi.

Disinibizione. Incoraggiare obbedienza e comportamenti di tipo infantile. I leader richiedono un obbedienza cieca. Dubbi, domande o solo incertezze sono considerate peccato e mancanza di “fiducia” in Dio o nel leader.

Confessioni. Incoraggiare la distruzione dell'ego individuale con confessioni di debolezze personali e sentimenti o dubbi intimi, specialmente durante le attività del gruppo. La psicosetta controlla in tal modo ogni aspetto della vita comprese le cose più intime e personali.

Senso di colpa. Rafforzare il bisogno di salvezza o di cambiamento esagerando i peccati dello stile di vita precedente. Si incoraggiano i sensi di colpa per non essere riusciti a soddisfare le aspettative di Dio o del gruppo.

Fatica fisica o psicologica. Creare disorientamento e vulnerabilità con attività fisiche o mentali prolungate, e privazione di riposo e/o sonno adeguato. Si crea disorientamento con il continuo indottrinamento che genera aspettative, paure e necessità di impegnarsi o lavorare maggiormente, in attività lavorative, di propaganda e finanziarie per soddisfare le richieste della setta.

Obblighi finanziari. Raggiungere un'ulteriore dipendenza dal gruppo creando una dipendenza economica o inducendo la donazione delle proprietà, sia immobili sia in denaro. Incoraggiando l’idea di dover sostenere o contribuire per l’opera di Dio o per un opera salvifica inducendo sensi di colpa per la mancata generosità o partecipazione al sostegno finanziario.

Lavorare per il leader. I culti abusanti o psicosette commerciali usano il controllo mentale per farvi lavorare per loro gratis, e per farvi pagare un’infinita serie di cassette motivazionali, video, libri, riviste e seminari, tutti presuntamente mirati ad aiutarvi ad avere successo, farvi conseguire maggiore intendimento di verità soprannaturali o divine, ma in realtà diretti a rafforzare l'ambiente del controllo mentale e a continuare a farvi credere nel loro irrealistico sogno di successo, di salvezza o di felicità personale. Ovviamente esse non dicono mai che il modo principale in cui i leader fanno soldi è attraverso la vendita di questo materiale motivazionale ai membri del loro gruppo!

Additare. Creare un falso senso di giustizia sottolineando i difetti del mondo esterno e degli altri.
Noi e loro. Creare una divisione mentale, una barriera, tra “loro” il mondo esterno considerato satanico, peccatore, malvagio e morente e “noi” gli aderenti la psicosetta un gruppo speciale e appartato, unici detentori di verità e di salvezza.

Gerarchia sfarzosa. Promuovere l'accettazione dell'autorità della setta promettendo carriera, avanzamenti o potere.

Approvazione controllata. Mantenimento della vulnerabilità e della confusione alternando premi e punizioni per azioni similari.

Dottrina confusa. Incoraggiare l'accettazione cieca e il rifiuto della logica con complesse lezioni di dottrina volutamente incomprensibile.

Codice di abbigliamento. Rimuovere l'individualità con la pretesa di una conformità al codice di abbigliamento del gruppo.

Metacomunicazione. Impianto di messaggi subliminali mettendo l'accento su parole chiave o frasi, in lunghe e confuse lezioni e/o discorsi oppure attraverso immagini usate negli stampati della psicosetta.

Crisi d'identità. Portare la persona a criticare la propria identità anche attraverso la ridefinizione del passato individuale (inculcare falsi ricordi o dimenticare i ricordi positivi del passato).

Eliminazione della privacy. Ottenere una mancanza di capacità di valutazione e giudizio logico impedendo la riflessione e limitando la vita privata.

Pressione del gruppo. Sopprimere dubbi e resistenze alle idee nuove sfruttando il bisogno di appartenenza al gruppo.

Rifiuto dei vecchi valori. Accelerare l'accettazione di un nuovo stile di vita condannando costantemente i valori e le credenze precedenti.

Punizioni e isolamento per i fuoriusciti. Contrariamente a quanto stabilito dalla Legge la libertà di religione e di espressione sono punite con l’isolamento o l’ostracismo dal gruppo oppure con azioni violente da parte dei leader del gruppo.




Tratto dal libro L'illusione di Geova l'altra faccia del Male di Emilio Morelli, 2012, Youcanpring pp. 214-218









 
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